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Superbonus in edifici residenziali e non

da | 22 Mar 2021 | Amministrazione Condominiale | 0 commenti

Tra le molteplici condizioni previste per la fruizione del superbonus abbiamo il carattere residenziale dell’edificio.

Non sempre però i condomini sono composti unicamente da unità immobiliari di tipo residenziale.

L’Agenzia delle Entrate ha chiarito che in caso di interventi sulle parti comuni di un edificio, le spese possono essere considerate ai fini del calcolo della detrazione “soltanto se riguardano un edificio residenziale considerato nella sua interezza”.

E’ ammesso alla detrazione, nel caso delle spese sostenute per le parti comuni di un edificio, anche il proprietario e il detentore di unità immobiliari non residenziali se la superficie complessiva delle unità immobiliari destinate a residenza ricomprese nell’edificio supera il 50 per cento.

Se la percentuale è inferiore, è ammessa la detrazione per le spese sostenute sulle parti comuni da parte dei possessori o detentori di unità immobiliari destinate ad abitazione.

Quindi, se l’immobile è composto prevalentemente da unità di tipo residenziale, tutti possono fruire delle detrazioni per gli interventi sulle parti comuni. Anche qui per prevalentemente dobbiamo intendere il superamento della metà degli immobili residenziali.

Ove invece la percentuale delle unità residenziali sia inferiore al 50%, delle detrazioni per gli interventi sulle parti comuni potranno fruire solo i proprietari o detentori degli immobili residenziali.

L’Agenzia ha anche esplicitato che in caso di interventi sulle parti comuni la detrazione spetta anche a coloro che possiedono (o detengono) sole pertinenze (come box o cantine) e che abbiano sostenuto le spese concernenti i detti interventi.

Una precisazione, a corollario di quanto detto, riguarda quella specificità del superbonus che abbina all’intervento sulla parte comune trainante la possibilità dell’intervento trainato sull’unità immobiliare individuale.

Per quanto riguarda l’intervento trainato sulla proprietà comune, varrà sempre il criterio appena riferito.

Invece, le detrazioni per gli interventi trainati sulle proprietà individuali saranno fruibili, in ogni caso, solo dai proprietari e detentori degli immobili residenziali.

Non tutte le categorie catastali sono ammesse: le norme infatti escludono espressamente le categorie A1 (abitazioni di tipo signorile) A8 (abitazioni in ville) e A9 (Castelli, palazzi di eminenti pregi artistici o storici; quest’ultima rientra nell’agevolazione nel caso di unità immobiliari aperte al pubblico).

Questo, diversamente dalle detrazioni fiscali per interventi di recupero, dove sono ammessi alla detrazione, su parti comuni come su parti individuali indistintamente tutte le categorie catastali riferite agli immobili residenziali