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E se il condominio non vuole il superbonus?

da | 22 Mar 2021 | Amministrazione Condominiale | 0 commenti

Il primo periodo dell’art. 119 comma 9 del D.L. Rilancio cita: Le deliberazioni dell’assemblea del condominio aventi per oggetto l’approvazione degli interventi di cui al presente articolo e degli eventuali finanziamenti finalizzati agli stessi, nonché l’adesione all’opzione per la cessione o per lo sconto di cui all’articolo 121, sono valide se approvate con un numero di voti che rappresenti la maggioranza degli intervenuti e almeno un terzo del valore dell’edificio […]. .

Questo vuol dire che basta lo stesso quorum deliberativo affinché la proposta di eseguire i lavori, in realtà anche la semplice proposta di studio di fattibilità possa essere bocciata.

Se l’assemblea dice no, non vuol dire che ai singoli condòmini sia pregiudicata la possibilità di eseguire lavori rientranti nel superbonus del 110% se vi sono però determinate condizioni.

Ai sensi dell’art. 119, primo comma lett. c), d.l. Rilancio, possono accedere al superbonus del 110% . interventi sugli edifici unifamiliari o sulle unità immobiliari situate all’interno di edifici plurifamiliari che siano funzionalmente indipendenti e dispongano di uno o più accessi autonomi dall’esterno per la sostituzione degli impianti di climatizzazione invernale esistenti con impianti per il riscaldamento, il raffrescamento o la fornitura di acqua calda sanitaria, a condensazione

Come chiarito fin da subito dall’Agenzia delle Entrate è indifferente che gli edifici plurifamiliari siano costituiti in condominio.

In sintesi: chi abita in condominio ed è in possesso di un’unità immobiliare funzionalmente indipendente con accesso autonomo dall’esterno può usufruire del superbonus del 110%.

E se un’unità immobiliare non possiede il requisito dell’accesso autonomo?

A questo condòmino, stante la decisione dell’assemblea di non deliberare interventi rientranti nel superbonus, è preclusa la detrazione del 110% anche per gli interventi sugli impianti di climatizzazione invernale?

Sì, la risposta è affermativa, v’è preclusione, a meno che…

In una risposta ad interpello (la n. 408 del 24 settembre 2020) fornita dall’Agenzia delle Entrate, questa ha avuto modo di affermare che seppure contraria alla esecuzione di lavori condominiali rientranti nel superbonus, l’assemblea può autorizzare interventi su parti comuni ad opera del singolo ai fini del godimento della detrazione del 110% . a condizione che, conformemente a quanto previsto dalla normativa sopra richiamata […] tali interventi interessino l’involucro dell’edificio con una incidenza superiore al 25 per cento della superficie disperdente lorda dell’edificio medesimo e che assicurino il miglioramento di almeno due classi energetiche dell’edificio ovvero, se non possibile, il conseguimento della classe energetica più alta, da dimostrare mediante l’attestato di prestazione energetica rilasciato da tecnico abilitato nella forma della dichiarazione asseverata. .

Il fatto che l’assemblea in quel momento non voglia deliberare interventi rientranti nel superbonus non vuol dire che non possa farlo in futuro.

La volontà assembleare infatti, può sempre essere modificata, anche in senso radicalmente opposto alla prima decisione assunta.