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Attività di B&B e limiti presenti nei regolamenti condominiali

da | 28 Apr 2021 | Amministrazione Condominiale | 0 commenti

NeNegli ultimi anni si è assistito al proliferare di attività come i  bed&breakfast all’interno dei condomini con innegabili risvolti sui problemi condominiali soprattutto legati all’uso dei servizi comuni e la ripartizione delle spese, il rispetto del regolamento condominiale in termini di quiete  negli orari dedicati al riposo.

Una fra le tante Sentenze in merito è quella del Trib. Roma 30 marzo 2021 n.5492.

Un condominio ha citato in giudizio la proprietaria della unità immobiliare ove veniva gestito, dalla conduttrice della stessa, un bed&breakfast  contestando che il regolamento vigente, vietava espressamente in una norma ivi riportata di destinare qualsiasi locale del condominio allo svolgimento di attività ricettive e comunque, più genericamente, di farne uso contrario alla tranquillità.

Si costituivano la proprietaria dell’immobile e la conduttrice e gestore del B&B.

L’orientamento della Suprema Corte di Cassazione è stato uniforme nello stabilire che qualora vi siano clausole del regolamento condominiale di natura contrattuale che prescrivono divieti o limiti ai poteri e alle facoltà dei condomini sulle loro proprietà private, dette disposizioni per essere valide ed efficaci devono essere sia esplicitate chiaramente ed in modo intellegibile ma possono imporre e trasferire eventuali vincoli se, anche in assenza di trascrizione, nell’atto di acquisto si sia fatto riferimento al regolamento di condominio.

Quindi per semplificare  anche se il regolamento non viene allegato all’atto di compravendita ma viene solo espressamente richiamato, ciò comporta l’accettazione dello stesso e fa presumerne la conoscenza.